Archivio per il 'merda'Categoria

la bomba sembra un albero in televisione

Luglio 4, 2009

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qualsiasi brutta storia ha una radice in comune con quelle che abbiamo sentito in precedenza, e non conta quanto uno sia intelligente o dotato. Davvero il mondo se ne frega se ci arrivi oppure no. L’unica cosa che puoi fare è agire per uscire dai tuoi piccoli inutili drammi interiori.

E quando devi schiacciare il bottone, e agisci, può essere un bene può essere un male.

Però per fortuna hai agito e quando atterrerai tutti ti tratteranno come un vincitore anche se hai distrutto un’intera città con la bomba che hai sganciato.
Questo perchè stare fermi, stare immobili non è tollerato.

scappa scappa pure

Giugno 13, 2009

Senza-titolo-1

infacci ci provo a cambiare le cose, magari vado lontano, cambio paese cambio contesto. Sono cosi bloccato e inerte da far paura, anche nel nuovo paese. Davanti al computer resto fermo come se non fosse giusto fare anche un solo click nella direzione del lavoro, nella direzione di ciò che è giusto fare, mettere in fila, programmare e creare. Vado in una modalità bozzolo per cui la casa si svuota di ogni cosa, il silenzio resta da solo a governare su tutto e solo quando serve, muovo un dito rincorrendo le necessità. Vado a fare la spesa quando ormai sono 3 giorni che ho il frigo vuoto. Consumo ogni riserva perfino i biscotti piuttosto che uscire. Programmo una serie infinita di eventi e situazioni che poi rimando. non c’è niente di nuovo in questa situazione soprattutto per me visto che ciclicamente ci ricado. da anni. da decine di anni. tutto fa pensare che le cose debbano essere cosi e che non ci sia via alternativa. magari vado a un concerto, mi piace credo e spero ok dopo stavolta cambia tutto. certo. come no. si è visto cosa è cambiato. un altro passo e un altro giorno e tutto è come prima, peggio di prima con le cose semplici da rincorrere. lavo la casa solo quando puzza e la mia tolleranza alla puzza si alza. Preferisco dormire, preferisco rimandare. preferisco sognare o pensare o architettare. E purtroppo nel mio mestiere agire è un passo appena più grande che pensare. Nel mio settore agire è composto dalle stesse azioni del non agire. In un videogioco schiaccio sulla tastiera muovo il mouse e cerco soddisfazione. Risolvere il puzzle, essere più rapido dei nemici in quake per evitarli e colpirli prima. Studiare e imparare le mappe con l’esperienza per essere più rapido a trovare oggetti e armature. Eppure la costrizione dell’impegno sembra così pesante. nel mio mondo fatto di scrittori suicidi e musicisti pazzi, la creatività è solo un altro modo di dire droga. che genera dipendenza e morti scomode.

il fatto di essere costantemente sobrio e di non assumere nessuna sostanza stupefacente alla lunga sembra portarmi nella stessa direzione. mi sveglio e sono rincoglionito e poco propositivo. direi vuoto, ma in realtà pieno di merda sarebbe più corretto. anche quando cago, le cose non cambiano, resta la sensazione di immobilità e fatalitica predestinazione tutto è inutile tutto è desolato.

gli esempi sono 2:

  • gli artisti che cantano eufemisticamente quanto è difficile la vita, eppure lo fanno con mestiere imparato tra le difficoltà e tra le vocazioni
  • gli artisti che cantano e dicono come tutto sia bello quando c’è l’amore
  • le aziende che erogano servizi, puntualmente e senza la necessità di comunicare chissà quale natura umana

la vergogna per il rifiuto delle cose brutte e sporche mi costringe a scrivere anonimamente. Che poi, nessuno è anonimo e prima o poi tutti dobbiamo rendere conto di quello che facciamo. Solo quelli che fanno le cose programmaticamente sporche e nascoste bene sembrano sopravvivere.

Eppure, quale qualità della sopravvivenza? quale dignità?

niente serve a qualcosa

Aprile 25, 2009

si potrebbe pensare che sia rimasto qualcosa. Non è rimasto niente invece. a parte i santi sogni, ovviamente svaniti. Sono un essere che si fa pena da solo, e quando mi guardo allo specchio vorrei vedere qualcun altro. Quando esco e sento le altre persone parlare devo far leva su quello che mi sembra di aver conquistato, quando li rivedo dopo tanto tempo e devo raccontare cosa sono diventato. E mi rifaccio agli stereotipi di cosa potrebbe essere considerato bello. un bel lavoro. una bella famiglia. e invece sono solo, e sono disperatamente solo da anni e senza una personalità da poter far apprezzare. Tratto male le persone perchè sono diventato una specie di persona cattiva. A volte penso che mi sia rimasta la musica almeno, ma sono palle. Per la musica bisogna studiare e fin ora (e fino a quanto posso immaginare) non ho avuto e non avrò la costanza per accettare lezione dopo lezione di non essere nessuno. di non aver niente di bello da dire al mondo. quando ho un minuto disponibile lo passo dormendo e non conta se il resto del tempo della vita ormai lo passo lavorando o cercando qualcosa di interessante da fare. Anche se avessi una famiglia dovrei combattere contro un’immobilità. E anche raccontare agli altri le belle idee che mi passano per la testa ha poco senso. Per 5 minuti posso fare una bella figura e poi torno nel niente che sono diventato. ripeto la parola disperazione perchè è con la sola forza della disperazione che vado avanti. Come se fosse pazzo andare avanti portandosi appresso questa merda che sono. Ma non ho altro. ho solo me stesso. E anche se tutti i giorni divento peggio resto solo io. Anche se cerco di farmi forza con stronzate motivazionali, anche se qualche volta qualche lavoro va bene. anche se posso sperare di piacere a qualcuno, non c’è niente in cui credere e bisogna fare cose per credere che sia falso. Bisogna cercare di essere qualcun altro per poter sperare almeno che domani sarò diverso. invece no.